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venerdì 1 aprile 2011

Strategie e tecniche difensive degli animali


Museo di Zoologia dell'Università di Bologna
Attività: Strategia e tecniche difensive degli animali
24 Aprile 2012 1E a.s. 2011-12

Alle strategie di attacco o di agguato dei predatori si contrappongono le strategie di difesa sviluppati dalle potenziali prede.
Queste strategie vanno da una vera e propria guerra chimica, ad atteggiamenti intimidatori per spaventare l’aggressore, dal mimetismo al fingersi morti, dal grido di allarme per avvertire il gruppo alla fuga.
Mimetismo: è quel fenomeno per cui un animale si nasconde alla vista dei suoi eventuali predatori imitando il più possibile l’ambiente in cui vive per confondersi con esso, o camuffando il suo aspetto per non farsi riconoscere.

Atteggiamenti terrifici: molti animali fanno uso di atteggiamenti terrifici o intimidatori nel tentativo di allontanare un predatore, soprattutto quando non possiedono armi di difesa. Il calmidosauro australiano è tra gli animali quello che forse adotta la tecnica più spettacolare, dispiegamento del colletto, bocca spalancata sbuffi e colpi di coda che fanno parte di una messa in scena.

Clamidosauro

Tanatosi: molti animali si fingono morti, questo modo si fingere la morte si dimostra molto efficace se si considera che molti predatori che non mangiano carogne li lasciano in pace anche all’odore sgradevole che viene spesso emesso.

Autotomia:  molti animali distraggono il predatore lasciandogli una parte non vitale del proprio corpo, per poi sfuggire, ad esempio la stella marina, il granchi e la lucertola adottano questo tipo di strategia di difesa.

Difesa meccanica naturale: molti animali presentano sul corpo strutture particolari come spine, aculei (istrice), corna (cervi), gusci (molluschi), corazze (tartarughe)che possono rappresentare efficaci strumenti di difesa contro i rischi derivanti da altre specie animali o da altri individui della stessa specie. Alcuni animali  ad esempio la puzzola si proteggono col fetore emesso da particolari ghiandole odorifere.

Difesa chimica: alcuni animali si difendono con tentacoli  che contengono sostanze urticanti o addirittura velenose, oppure come il polpo che secerne un liquido scurissimo che viene scaricato in acqua per confondere il nemico.

Vita di gruppo: alcune specie di animali ad esempio le zebre e gli struzzi che hanno predatori comuni si riuniscono in gruppi perché ciascuno contribuisce ad identificare gli eventuali nemici.


Fuga: nella maggioranza degli animali il comportamento di difesa di fronte al pericolo è immediatamente la fuga