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domenica 17 agosto 2014

Laboratorio 3: Estrazione del DNA da un tessuto vegetale



La procedura che viene impiegata in questa esperienza si basa sul fatto che la membrana esterna delle cellule e quella del loro nucleo è composta da sostanze grasse (fosfolipidi) e che possono essere demolite usando del detergente (detersivo per piatti).
Una delle prime operazioni da compiere è quella di frammentare il frutto in modo da separare il più possibile le cellule fra loro per esporle all'azione del detersivo.
Poi si aggiunge una soluzione di sale da cucina e detersivo alla polpa del frutto, liberando il DNA dalle membrane che lo trattenevano.
Si filtra il materiale per lasciar passare l'acido nucleico e trattenere i residui cellulari.
Infine il DNA viene fatto precipitare in alcool etilico (alcool denaturato) poiché in tale sostanza non è solubile e dove diventa visibile come una massa gelatinosa.

Materiale:
  • Un kiwi o una banana
  • Un sacchetto robusto di plastica per conservare i cibi nel congelatore
  • 3 g di cloruro di sodio (un cucchiaino di sale da cucina)
  • 10 mL detergente (tre cucchiaini di sapone liquido per le mani o detersivo per i piatti)
  • 100 mL d’acqua (mezzo bicchiere da cucina)
  • Alcool etilico freddo (alcool denaturato)
  • 2 becher (due bicchieri)
  • Carta da filtro (2 pezzi di carta assorbente da cucina)
  • Imbuto
  • Contenitore di raccolta
  • Contenitore con acqua calda (60°C).
  • Bagno refrigerante (contenitore con ghiaccio)

Procedimento
1) Sbucciare il frutto e tagliarlo in piccoli pezzi.
2) Mettere la polpa del frutto nel sacchetto di plastica. Senza annodarlo chiudere il sacchetto cercando di togliere prima tutta l'aria.

3) Frantumare la polpa con le mani, per circa 2 minuti.


  1. 4) Intanto preparare la soluzione di estrazione, fare sciogliere in un becher un cucchiaino da tè di sale da cucina in circa 100 mL di acqua (mezzo bicchiere da cucina) e poi aggiugere 3-4 cucchiaini di detersivo, mescolare!






5) Quando la polpa è stata ridotta in poltiglia, aggiungere la soluzione d’estrazione; togliere tutta l'aria e annodare il sacchetto, continuate a schiacciare la polpa per altri 5 minuti.



6) Mettere il sacchetto in un recipiente con acqua a 60 °C per 15 minuti (l'alta temperatura facilita la rottura delle membrane cellulari e disattiva gli enzimi che attaccano il DNA).



7) Raffreddare il preparato mettendo il sacchetto nel bagno refrigerante di ghiaccio (non raffreddare a temperatura ambiente perché il protrarsi dell'alta temperatura potrebbe frammentare il DNA).



8) Intanto preparare un filtro con i due fogli di carta assorbente, si mette il filtro sull'imbuto appoggiato su un contenitore di raccolta.



9) Tagliare un angolo del sacchetto e versare il miscuglio nel dispositivo di filtrazione.



10) Raccogliere il massimo volume di filtrato.


11) Distribuire nelle provetti circa 6 mL di filtrato (due dita)



12) Versare lungo il bordo della provetta con l’aiuto di un becher un volume di alcool freddo uguale a quello del filtrato facendo attenzione a che le due soluzioni non si mescolino, si deve formare uno strato di alcool sulla superficie del filtrato. Questa è la fase più delicata si consiglia di tenere inclinata la provetta con il filtrato, e versare l’alcool lentamento facendolo scorrere lungo le pareti.


13) Sul momento si formano delle bollicine di aria, trascorsi alcuni minuti è possibile osservare nell'interfaccia acqua-alcool (superficie di separazione tra la soluzione acquosa e l’alcool) una sostanza trasparente dalla consistenza gelatinosa che va via via aumentando: è il DNA. L'alcool rende il DNA insolubile, che diventa quindi visibile.






Analizziamo le due fasi dell'esperimento:

  • Una volta preparata la frutta è necessario liberare il DNA dall'involucro cellulare. Per permettere al DNA di uscire dalla cellula e di "srotolarsi", senza perdere la struttura a elica, occorre sia demolire pareti e membrane cellulari, che allontanare gli istoni che sono le proteine che permettono al DNA di avvolgersi e ripiegarsi ripetutamente su se stesso. Il cloruro di sodio (il normale sale da cucina) agisce sulle proteine legate alla molecola del DNA; mentre il detergente agisce sulle membrane cellulari. (Il sale da cucina, NaCl, in soluzione acquosa si dissocia completamente in ioni Na+ (ioni sodio) e Cl- (ioni cloruro). La presenza di questi ioni modifica (denatura) la struttura delle proteine, in particolare degli istoni, cambiandone la disposizione spaziale, consentendo al DNA di separarsi da esse. La temperatura a 60° serve a facilitare la rottura delle membrane e a disattivare gli enzimi che attaccano il DNA. Il bagno reffrigerante in ghiccio abbassa la temperatura perché il protrarsi dell'alta temperatura potrebbe demolire il DNA .
  • In fase terminale si aggiunge l'etanolo, che pur essendo solubile in acqua, non si miscela all'estratto cellulare per il suo minore peso specifico. L'etanolo viene aggiunto molto lentamente e fatto scivolare lungo la parete della provetta, in modo che, essendo più leggero dell'acqua, non si mescoli con essa ma vi galleggi sopra. Si hanno così due fasi: in alto l'etanolo più leggero in basso l'estratto cellulare con il DNA in soluzione (il DNA è molto solubile in acqua). Nell'interfasea tra etanolo ed estratto il DNA entra in contatto con l'etanolo e precipita.